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Sono oltre 70mila le vittime del grave terremoto in Cina

Come era prevedibile il grave terremoto dei giorni scorsi in Cina ha provocato un altissimo numero di vittime. Sinora sono più di 70mila, ma è credibile che il numero cresca ancora. La densità abitativa, la energia liberata, le difficoltà nel dispiegamento dei soccorsi, ed ancora le avversita meteorologiche sono elementi tutti che hanno contribuito ad incrementare il numero dei morti e le conseguenze dannose del terremoto.

Si può ragionevolmente ritenere che la forte e diffusa articolazione dello Stato in Cina stia facendo tutto il possibile per ridurre i disagi delle popolazioni residente nelle regioni colpite dal terremoto. - Pio Acito -

 

Terremoto in Cina: oltre 70mila vittime tra morti e dispersi

 

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Più di 41 mila vittime accertate, un numero imprecisato di feriti ed almeno 32.666 dispersi. È l’ultimo bilancio ufficiale, reso noto dall’agenzia governativa Xinhua, del disastroso terremoto che il 12 maggio scorso ha la Cina sudoccidentale. La scossa, di magnitudo pari a 7.9 gradi della scala Richter, ha devastato in modo particolare la provincia del Sichuan.

E' un bilancio pesantissimo a cui si aggiunge quello dei senza tetto: oltre 5 milioni di persone a cui trovare una sistemazione. Nella provincia colpita dal sisma, quasi nessun edificio ha resistito alla scossa. A crollare per prime, le scuole. Sono migliaia i bambini rimasti sepolti sotto le macerie.

Si lavora senza sosta giorno e notte per salvare i superstiti. Civili e militari scavano a mani nude per poter liberare piu gente possibile da sotto le macerie. È di martedì mattina la notizia che una donna è stata ritrovata viva nove giorni dopo essere rimasta intrappolata in un tunnel.

I vertici del Partito comunista lunedì hanno intimato ai funzionari di "garantire l'ordine pubblico" dopo che in seguito al terremoto hanno cominciato a circolare voci di possibili fughe di sostanze chimiche e di alcune dighe che potrebbero cedere e peggiorare oltremodo la situazione. Tali notizie hanno reso incerto e teso il clima in parecchie zone dell'enorme stato asiatico.
La macchina degli aiuti internazionali intanto è partita. Negli ultimi giorni, ai 120.000 soccorritori cinesi si sono aggiunte squadre di esperti provenienti da Russia, Corea del Sud, Giappone, Singapore, Taiwan e Hong Kong. Inoltre, le donazioni raccolte durante la prima settimana di mobilitazione nazionale e internazionale hanno superato oggi il miliardo di Euro. Infine, i Paesi che si sono attivati per far arrivare in tempi ridotti le tende, il cibo, l’acqua e le medicine sollecitate dal governo di Pechino sono stati Italia, Russia, Spagna, Pakistan, Singapore e Filippine, Taiwan e Giappone.

Tuttavia, lunedì il Presidente Hu Jintao ha affermato che sono ancora molti gli sforzi che la Cina è chiamata a sostenere per portare un po’ di sollievo ai sopravvissuti dell’ovest e per compensare le perdite economiche subite dal Paese stimate in circa 6,16 miliardi di Euro, esortando quindi la popolazione a non tirarsi indietro e ad aiutare la nazione a risollevarsi nel più breve tempo possibile.



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