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Sei operai morti sul lavoro in Sicilia

2008-06-11 18:28
SICILIA, 6 OPERAI MORTI NELLA VASCA DI UN DEPURATORE
alt CATANIA - Sei operai sono morti mentre pulivano il filtro di una vasca, quasi vuota, all'interno di un depuratore consortile. E' accaduto in Sicilia, a Mineo, a 35 km da Catania. La nuova tragedia sul lavoro sembra sia stata causata dall'inalazione di sostanze tossiche.

Quattro erano dipendenti del Comune di Mineo: Giuseppe Zaccaria, Giovanni Sofia, Giuseppe Palermo e Salvatore Pulici, quest'ultimo un lavoratore precario ex art. 23. Le altre due vittime sono dipendenti della dittà Carfì di Ragusa, impegnata nei lavori di manutenzione del depuratore. Al momento della tragedia gli operai erano impegnati nella pulizia del filtro dell'impianto.

Scene di dolore davanti al depuratore, dove sono giunti i parenti dei sei lavoratori morti. "Nel depuratore erano in corso lavori di manutenzione", dice Nuccio Valenti, segretario Cgil nel comprensorio del Calatino, appena giunto nella zona della tragedia. L'impianto depura le acque della rete fognaria del comune e si trova a circa quattro chilometri dal centro abitato.

Nel comune di Mineo gli impiegati sono sconvolti. Al telefono una donna tra le lacrime dice: "Tra i morti vi sono quattro nostri colleghi. Il sindaco appena appresa la notizia è andato al depuratore dov'é avvenuta la tragedia". Mineo, 5700 abitanti, si trova nell'entroterra catanese, a 59 km dal capoluogo, tra Caltagirone e Palagonia. E' un paese di tradizioni agricole, vi sono molti produttori di olive, con un centro storico medievale. A Mineo nacque lo scrittore Luigi Capuana, uno dei padri del "verismo".

Di fronte all'ennesima tragedia sul lavoro, il ministro del Lavoro sacconi ha convocato per domani pomeriggio le organizzazioni piu' rappresentative del mondo dei lavoratori e delle imprese. Per Sacconi è urgente la predisposizione di "un Piano nazionale di intensa collaborazione tra le parti sociali e le istituzioni per diffondere condizioni di sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, attraverso i prioritari investimenti in prevenzione, formazione e informazione".

Il segretario nazionale della Fiom-Cgil Giorgio Cremaschi parla di una "nuova ThyssenKrupp questa volta a Catania". "Vogliamo uno sciopero generale e nazionale per la salute e la sicurezza del lavoro - annuncia Cremaschi - ed è chiaro che nessuno può minimamente pensare di mitigare le leggi e il nuovo testo unico che anzi vanno applicate con tutto il loro rigore".

"Alle famiglie dei sei lavoratori che hanno perso la vita va la vicinanza e l'aiuto concreto mio personale e del governo", ha detto in conferenza stampa a Napoli il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dicendo di aver "chiesto al ministro del Lavoro di recarsi sul posto per verificare la dinamica dell'incidente".

Il Senato ha osservato un minuto di silenzio per i sei operai morti in Sicilia, su invito del presidente Renato Schifani. Dopo aver letto la notizia del grave incidente, Schifani ha ricordato l'urgenza di reistituire la commissione di inchiesta sulle morti bianche anche in questa legislatura.

"E' una tragedia orribile che colpisce e ferisce la coscienza di tutti noi. Sei operai, sei uomini morti così, uno dietro l'altro, devono essere un monito: lavorare non deve voler dire morire e quando succede significa che tante cose non hanno funzionato", dice Walter Veltroni. "Le leggi - aggiunge - anche per iniziativa del precedente governo, ci sono e occorre farle funzionare soprattutto per prevenire e controllare, per impedire situazioni di terribile pericolosità. Ora il mio pensiero va a quei sei operai uccisi e alle loro famiglie".

TRE MESI FA LA STESSA TRAGEDIA A MOLFETTA

La nuova tragedia porta subito alla memoria le cinque vittime di Molfetta. Il 3 marzo scorso morirono intossicati nell'autocisterna della 'Truck center', il titolare dell'azienda e quattro dipendenti per le esalazioni venefiche contenute nella cisterna. Oltre che per la gravità dell'episodio, la notizia commosse l'Italia anche perché quattro delle cinque vittime morirono per salvare i compagni.

Il primo operaio a cadere nella cisterna fu Guglielmo Mangano, di 44 anni: era impegnato nel lavaggio dell'autocisterna che era forse scivolato. Gli altri, uno dopo l'altro, erano entrati nella cisterna nel tentativo di aiutare i compagni di lavoro: Michele Tasca, il più giovane (avrebbe compiuto 20 anni la domenica successiva), Vincenzo Altomare, il più anziano aveva 64 anni, era il titolare dell'azienda, Luigi Farinola, 37 anni, che non potrà vedere il bimbo che la moglie porta in grembo e Biagio Sciancalepore, anche lui giovanissimo, aveva solo 26 anni e pare lavorasse solo da qualche giorno alla 'Truck center'.

L'unico sopravvissuto, Cosimo Ventrella, di 57 anni, avrebbe strattonato Altomare per farlo desistere dal calarsi nella cisterna. Non è stato ancora accertato quale fu la sostanza tossica che provocò la tragedia perché sono ancora in corso le analisi dei campioni prelevati nella cisterna.



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