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P.I.C.A.S.S.O. Roma 1-2 ottobre 2010

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Il Gruppo Volontari per l’Ambiente di Matera – Legambiente – ha partecipato alla Ia Conferenza  della Consulta Nazionale della Protezione Civile  Fp CGIL, tenuta a Roma nei giorni 1 e 2 ottobre presso l’Istituto Superiore dell’Antincendio. Ospiti dei Vigili del Fuoco presso la loro università, gli otto Volontari di Matera hanno lavorato assieme all’ing. Alfio PINI, alla prossima segretaria generale della CGIL Susanna CAMUSSO alla discussione della applicazione del D.lgs.81/2008.

Nelle prossime settimane il Ministero del lavoro ed altre strutture dello stato emeneranno direttive in merito ai dispositivi di sicurezza peri Volontari impegnati in attività di protezione civile; orbene ad oggi i Volontari non sono stati neanche interpellati da alcuno in merito, qualcun sta emamando direttive senza aver sentito il piacere od il dovere di ascoltare il punto di vista dei diretti interessati, il punto di vista del Volontari. Ad oggi, solo la CGIL ha avuto la sensibilità e l’accortezza di voler incontrare i Volontari su questo tema. Ne abbiamo discusso per due giorni a Roma con le diverse strutture territoriali del Sindacato e con la prossima segretaria generale Susanna CAMUSSO e con l’ing. Alfio PINI, capo del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.

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Questo di seguito è il documento elaborato, proposto ed approvato al termine delle giornate di conferenza.

 

I diversi soggetti intervenuti al convegno “Il Volontariato di Protezione Civile tra il dlgs 81/08 e le norme sugli incendi di interfaccia”, organizzato dalla Consulta Nazionale Protezione Civile della Fp CGIL (Consulta), hanno convenuto sulla necessità di rilanciare nel Paese una discussione sul Servizio Nazionale di Protezione Civile (SNPC).

Fermo restando l’intangibile principio/obiettivo di “servizio pubblico” – cioè di un servizio che risponde ad un bisogno primario collettivo così largamente avvertito da essere considerato proprio di una comunità - il SNPC necessita oggi di una riconsiderazione che valorizzi e integri meglio le componenti e strutture operative che lo compongono per una sua migliore e più moderna erogazione e per il pieno raggiungimento dell’ obbiettivo di tutela del cittadino e dei beni a cui è preposto.

Il servizio pubblico, e quindi anche il SNPC, per definizione è un insieme di azioni tendenti al miglioramento continuo e dunque non può essere pensato, organizzato e applicato una volta per tutte, né tantomeno cristallizzato in un modello, ma deve guardare alla società e adeguarsi alle sue evoluzioni politiche e culturali continuando ad ispirarsi sempre ai principi di solidarietà e sussidiarietà.

L’annunciata applicazione da parte del Legislatore dei decreti attuativi del Dlgs 81/08 al mondo del Volontariato di protezione civile non può che suscitare un vivo allarme nel momento in cui il concetto di “prestatore d’opera”, con tutti i suoi correlati giurisprudenziali e normativi, sarà ipso facto esteso a tale variegata realtà senza considerarne la peculiarità riconosciuta dalla Costituzione. L’indispensabile adozione dei presidi di sicurezza anche al mondo del Volontariato non deve tuttavia limitarne la libertà associativa, nonché l’autonomia organizzativa e statutaria. In merito, constatata la volontà del Legislatore a decretare, entro la fine dell’anno, l’attuazione dei dispostivi ma non avendo potuto accedere, in via preventiva, alla consultazione delle bozze del provvedimento stesso, per esprimerne un legittimo parere, appare necessario, prima della sua definitiva applicazione, la sua diffusione e la conseguente discussione con le parti sociali, con la Consulta del Volontariato di protezione civile e con le organizzazioni del Volontariato medesimo, quali destinatari del provvedimento.

Nel rispetto dei diversi ruoli istituzionali, per quanto concerne le problematiche connesse alla complessa materia di pianificazione d’emergenza, si conviene sulla necessità di istituire, con provvedimento ordinario, un comitato operativo di pianificazione speditiva (COPS) composto anche dalle strutture operative di cui all’art.11 della legge 225/92. Si conviene inoltre di esplorare la possibilità di istituire un premio assicurativo a tutela del Volontario chiamato a svolgere attività di protezione civile.

L’iniziativa promossa dalla Consulta, inoltre, ha messo in evidenza come sia indispensabile disporre di uno strumento trasparente, di democrazia diretta e di partecipazione aperta al contributo di tutti quei soggetti che vogliano esprimere il proprio punto di vista su argomenti specifici di protezione civile. La Consulta potrebbe rappresentare una tale opportunità e porsi come interlocutore di altre Organizzazioni, Istituzioni e di tutti gli altri soggetti che concorrono alla realizzazione di una protezione civile partecipata e condivisa.

Per quanto sopra si conviene di osservare, tra le componenti intervenute al Convegno, una metodologia consultiva, preventiva e permanente, sugli argomenti suscettibili d’interesse comune.

 




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