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La frana di Sarno dieci anni dopo

Siamo tornati a Sarno a distanza di dieci anni da quei tragici giorni.  Una settimana di piogge intense, all'inizio di maggio del 1998, riuscì a far staccare dalle montagne dietro il paese una serie di diverse colate di fango. Ci furono 160 morti tra Sarno, Episcopia, Braciliano, una ventina non furono mai più trovati. Da Matera, coordinati da Legambiente nazionale, partimmo in cinque ma portavamo con noi mille piantine di nuovi alberi. Furono quindici giorni di duro lavoro, al cimitero, nelle catacombe, nelle strade, con gli operai di Pomigliano, con i carabinieri, con gli ex detenuti, con le signore che ci preparavnao la cena alla scuola di Striano. C'erano le tute bianche dei centri sociali del Veneto, i teppisti comunisti, grandi lavoratori sempre sorridenti, con una nuvola di fumo tutt'intorno. Gran lavorio.

Le piantine le lasciamo in affidamento alla scuola elementare di Striano perchè ci facciano la festa dell'albero sulla montagna al primo inverno. Però facciamo anche domande, cerchiamo di capire, di conoscere la storia. Veniamo così a sapere che su quelle montagne coltivavano grosse querce, si faceva il pascolo di capre e le processioni. Che c'erano i canali fatti dai Borboni, i regi lagni, e che li avevano tutti occupati con strade e palazzine, che nel lago di Città adesso ci stava la Cirio con i suoi capannoni ed un  grosso ed alto muro di cemento. Ecco ci stava anche lo stemma di Sarno, bello, un quadro chiaro. Sarebbe bastato rimirarlo un po' quello stemma, pensarci su e altforse non ci sarebbero stati 160 morti.

Ma oggi, dieci anni dopo? Oggi si vede bene dove sono stati spesi un sacco di soldi: cemento, cemento, cemento. Canali stretti, pareti di cemento alte ed un numero infinito di passerelle, ponticelli, strettoie. Tutto a stringere e costringere la natura, la montagna in morsi di ferro e cemento. Non funzionerà, non potrà funzionare. Le vasche le hanno fatte giusto sotto le pareti di dove si è staccata dieci anni fa la colata di fango ed oggi di fango non ce ne sta più, solo acqua potrà scorrere velocissima, con piccole perverse dighe dappertutto. Ridotta ancora la capacità di assorbimento dei suoli, la permeabilità della terra. Ma si sono spesi molte centinaia di miliardi di lire. E si vede.alt




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