emergenze


Avanzi

AVANZI DI LUCI COLORATE

 

 

Cinque anni fa il terremoto de L'Aquila provocò 319 vittime, gravissimi danni ad una intera Regione e qualcuno ci speculò sopra.

Una giostra di paese era stata montata alcuni giorni prima del 5 aprile in periferia.


Un po’ di tempo fa è successo questo qua.

Un gran ballo della terra per trenta giorni e trenta notti, poi infine un gran scossone tutti a terra, case rotte e sogni infranti.

Questo è stato il terremoto.

Vetrine vecchie e vite giovani si sono spaccate.

Ci son stati pure i morti e quelli son sempre troppi.

La città si è svuotata, tutti via, fuori di qui, è pericoloso, è vietato.

Via! in tenda ….. e presto o poi case nuove, città nuove, ma non per tutti.

Lì rimane la città che era vecchia e bella, ora è rotta, spezzata, vuota.

Vuota?


Scendi giù dalle montagne, ti infili lesto sotto gli spini del Poggio di Roio, sali attentino attentino al Colle di Maggio, eccolo….. magnifico …. tutto per noi:

la musica non strilla, i gonfiabili sono sgonfi, le luci zero, lo vedi?

proprio qui ci sta il luna park.

 

Quì nessuno ha messo su un cartello uguale ai mille altri

 

VIETATO

 FARE QUESTO, QUESTO, QUEST’ALTRO

 E NON VI SOGNATE DI FARE QUELLO

 ed è per tutto ciò che

IL COMITATO PER LA SALUTE PUBBLICA ORDINA DI NON SOGNARE,

SOPRATTUTTO DI NON SOGNARE DI TORNARE A CASA.

Firmato: il commissario capo generale straordinario eccellentissimo


Così vuoto, così spento è il posto giusto per i topi i gatti le volpi e pure i grassi orsi.

Che meraviglia!

Senza energia, ma piena di luci e di suoni, le voci dei bimbi, i pianti ed i richiami sono tutti intrappolati nei cavi, nei fili, nei tiranti e nei tendoni.

Lo sappiamo: quando non c’è nessuno è sempre festa.

Qui si gioca, ci si rincorre, si ride forte e non si piange mai.

Le volpi hanno dimenticato di come e perché si caccia un gatto ed i gatti gentili offrono gelati caldi ai topi e quelli ringraziano sempre con un compìto inchino (anche se lo sanno tutti che ai topi il gelato caldo non piace proprio).

Abbiamo però un piccolo problema.

La pista dell’autoscontro è sequestrata.

Riservata!

La pista ferrosa, grigia, nera, lucida, le venti auto gommate colorate, antennate, volantate, bellissime sono tutte riservate a quei grassoni prepotenti degli orsi.

Ecco! Non è giusto, solo loro possono correre, sterzare, sbattere, saltare e possono farlo solo tra loro.

In effetti non si trova un topino, né un gatto e neanche una volpe che abbia il coraggio di sbattere forte contro un grasso brontolante orso marsicano.

L’orso marsicano ha molti pregi: la pelliccia puzzolente, l’alito che sa di aglio marcio, le unghie lunghe e sporche, i denti giallissimi ed ha il solo difetto che non riesce a far capire dal ruglito se è divertito o nervosetto.

L’orso marsicano divertito fa uguale paurissima dell’orso marsicano nervosetto.

E’ per questo che sulla pista dell’auto scontro si sentono solo mille rugliti di venti grassi orsi marsicani un po’ divertiti ed un po’ nervosi.

Questo dentro il luna park.

 

E fuori del luna park?

Cosa succede oltre i gonfiabili sgonfi, lì dove il buio rimane buio?

Le nostre orecchie non ce la fanno a riprendere i suoni le voci i rumori che sono rimasti intrappolati sotto le macerie, schiacciati dagli avanzi di questa città.

Ecco! son tornate le piante. I fiori selvatici, le lucertole si infilano tra i pezzi rotti delle case rotte, delle scuole vuote, delle chiese spente.

Per mesi e per anni le farfalle hanno volato con i loro colori e nessuno le ha viste, i colombi hanno tubato e scachicchiato e nessuno si è lamentato.

Nessuna auto ha strombazzato, ferma, bloccata tra gli avanzi della città.

 

Che tristezza! Appena oltre le giostre sono tristi anche i topi i gatti le volpi e persino gli orsi rugliano tristi, e si capisce che sono tristi perché il ruglito dell’orso marsicano triste è ben diverso da quello dell’orso marsicano divertito o nervosetto, come dire è ….è più triste.

 

Nelle tende, negli alberghi e persino quelli nelle case nuove, gli umani piccoli e grandi, i bambini ed i nonni non riescono a rifare gli stessi sorrisi, gli stessi strilli di prima.

Un po’ come se le luci, le voci, i suoni, persino i sapori fossero stati cambiati dal terremoto.

La polvere di casa, i negozi aperti, i manifesti ed i netturbini, le foto di famiglia, i vestiti negli armadi e quelli sporchi ancora da lavare, tutte cose che davano un suono diverso ed un colore diverso alla vita.

Nei campi, negli alberghi, nelle case nuove regalate è diverso, è come se la vita fosse un po’meno viva.

 

E allora?

Allora son passati 5 anni, che fanno 1826 giorni, da quel brutto terremoto a L'Aquila.

 

Allora qui ci vogliono luci vere, voci vere, luna park pieni di famiglie.

Qui ci vogliono scuole riempite giuste di bambini colorati ed affamati di geografia storia musica latino e persino di aritmetica.

Biblioteche aperte a tutte l’ore, piene di libri e di sospiri.

Carriole e mattoni, sospensori e giunti elastici, informazione e prevenzione, questo serve a tutti quanti. Vita vera di nuovo.

Oggi certo e non forse domani.



Pure agli orsi ed alle volpi basta avanzi!

Loro, che tornino sulla montagna, grazie tanto per aver tenuto aperto e lucido l’auto scontro. La primavera prossima veniamo su e vi lasciamo un po’ di mele profumate in quell’angolino segreto sotto al pero selvatico del Poggio di Roio.



 

 




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